Il Penny porta fortuna

silver six pence

© silversixpence.com

Gli inglesi dicono:
“Find a penny pick it up; all day long you’ll have good luck.”
Io non so se porti fortuna davvero oppure no, ma, nel dubbio, è più forte di me: ogni volta che vedo scintillare una moneta (il vile conio di rame da uno o due pence, oppure un dischetto di acciaio e nickel da cinque in su), che sia sul marciapiede, nel vagone della metropolitana, al parco, mi chino e la raccolgo. Secondo alcuni porta bene se mostra la testa, altrimenti bisognerebbe voltarla e lasciarla raccogliere al prossimo fortunato.
Per molte popolazioni dell’antichità alcuni metalli, come appunto il rame o l’argento, usato nelle monetine, erano magici ed emanavano protezione contro la cattiva sorte.
La parola moneta, inoltre, deriva dal latino monēta, attributo della Dea Giunone (“ammonitrice”, dal verbo monete), protettrice dei Romani. La loro zecca si trovava, non a caso, sul Campidoglio, accanto al santuario della Dea Moneta.
Anche il dualismo bene/male si rifletterebbe nelle due facce testa/croce.
Tornando al Regno Unito, alle spose britanniche si consiglia, da tempi lontani, di indossare, il giorno del matrimonio: “Qualcosa di vecchio, qualcosa di nuovo, qualcosa di prestato, qualcosa di blu … e una moneta da sei pence nella scarpa”. Questa moneta era un porta fortuna anche per i piloti della Royal Air Force, che, durante la Seconda Guerra Mondiale, se lo facevano cucire dietro le ali o sul brevetto di volo.
Inoltre, la moneta d’argento da sei pence, veniva nascosta in certi dolci tradizionali, come il pudding natalizio.
Questo decimale è però fuori circolazione, ormai da oltre 70 anni. Tuttavia, la tradizione si rinnova. Infatti, da quest’anno, i sei pence d’argento sono coniati e venduti ufficialmente dal Royal Mint, come moneta porta fortuna. Un regalo originale per ricorrenze speciali, che, al prezzo di 30 sterline, vi arriverà in una confezione elegante, munita di opuscolo e certificato di autenticità.

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