London Stone: una pietra millenaria

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Le origini della London Stone sono incerte, ma si pensa fosse in origine una pietra miliare romana, con cui si indicavano le distanze dal centro di Londinium, l’insediamento commerciale romano, ad altri luoghi strategici della Britannia. Il masso era chiamato anche “pietra di Bruto”, dal leggendario eroe troiano, che l’avrebbe portata con sé fin qui e, forse, utilizzata come altare pagano. Nei secoli successivi, la pietra continuò ad essere un punto di riferimento importante nel cuore della città, non solo per ragioni geografiche. La London Stone fu infatti utilizzata di volta in volta come sito per promulgare leggi, raccogliere denaro, fare giuramenti o annunci ufficiali. Vi ci si recava anche per controllare o testare delle merci, come, ad esempio, le lenti di cattiva manifattura (che qui venivano infrante dai rappresentanti della Confraternita dei Fabbricanti di Occhiali). Se ne trova menzione in vari documenti, tra cui un manoscritto sassone del X secolo, ed è simbolo di Londra nell’Enrico VI di Shakespeare (Atto II, scena VI), quando Jack Cade, entrato a Cannon Street, batte il bastone del comando sul masso e proclama:”… E assiso qui, sulla Pietra di  Londra, decreto,  impongo  ed ordino che, a  spese delle casse comunali, la fontana  di  piazza  del mercato getti non acqua,  ma  vino  chiaretto per tutto il primo  mio  anno di  regno.”

La pietra compare, con il nome di “Londinium Stonne” nella più antica mappa incisa di Londra (1559). Localizzabile più o meno nella stessa zona della mappa, dal XVII secolo, la pietra ha cambiato sede varie volte, passando, ad esempio, dalla parete sud della chiesa di St Swithin, alla Guildhall, fino, in tempi recenti, al piano stradale di un blocco di uffici, al 111 di Cannon Street, dove giaceva seminascosta e, per la maggior parte, ignorata, da una griglia di metallo.

Ultimamente l’edificio è in demolizione (per far spazio ad un nuovissino blocco di uffici, che prevede un plinto per accogliere la pietra), e così la London Stone si può osservare più da vicino, in una teca del Museum of London. Calcinata dalle fiamme del Grande Incendio, scampata al Blitz, vessata dalle intemperie e dall’inquinamento, nonché scheggiata qua e là, la pietra è un simbolo indistruttibile della storia di Londra.La leggenda, infatti, vuole che, finché la London Stone è ben protetta, il futuro della città sarà assicurato.

 

London Craft Week

IMG_20150509_081550Questa settimana, tra Bloomsbury e Mayfair, si è inaugurata la prima edizione di London Craft Week. La nuova iniziativa, indipendente e senza fini di lucro, è stata istituita per celebrare l’artigianato in città.
Nata da un’idea di Vacheron Constantin, e supportata da vari partner strategici, tra i quali il Sindaco di  Londra ed il Crafts Council, London Craft Week mira a svelare spazi nascosti e poco noti, accanto a celebri negozi e marchi di lusso, e dare spazio all’estro creativo di artigiani e produttori.
Un nutrito programma di aperture, attività, manifestazioni e mostre, consente un doppio scambio: da un lato i responsabili, che possono mostrare le loro capacità e condividere le loro conoscenze; dall’altro, i visitatori, che, oltre ad avere accesso speciale a studi e laboratori, gallerie e negozi, potranno anche cimentarsi in prima persona.
Trovandomi a Bloomsbury, ho fatto un salto da L. Cornelissen & Son, storico negozio di materiali artisitici, fondato nel 1855 e ancora presente nella sua antica sede di 105a Great Russell Street. Il negozio, che da solo merita una visita, è specializzato nella fornitura di pennelli, materiali di stampa, carta, tele e pigmenti.
Per London Craft Week, Cornelissen aveva organizzato un’interessante dimostrazione sulla costruzione delle tele di artisti e anche una sulla realizzazione di tabelle del colore, molto utili.
Dal negozio di furniture per artisti alla ArtWorkers Guild il passo sembrava quasi obbligato, anche in senso geografico. Mi sono dunque recata al numero 6 di Queen Square, una bella piazza con giardino, risalente alla prima metà del XVIII secolo e circondata di interessanti edifici georgiani.
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Quello in cui si trova la ArtWorkers Guild, fu acquistato nel 1912 e modificato per ospitare una bella sala riunioni sul retro. La corporazione, che riunisce distinti artigiani, artisti e designer, venne fondata nel 1882, per promuovere i più alti standard di eccellenza in tutte le arti applicate. Membri illustri furono il designer ante-litteram William Morris, fondatore del movimento delle Arts and Crafts, Sir Edwin Lutyens, celebre architetto, e l’illustratore Walter Crane, uno dei pionieri del Liberty. La Gilda consta di circa trecento membri che frequentano regolarmente le riunioni quindicinali per ascoltare conferenze nella sala, che però è utilizzata anche da altre organizzazioni, molte delle quali sono direttamente collegate agli interessi dellaArtworkers Guild, come ad esempio la Victorian Society. La sede di Queen Square è normalmente aperta al pubblico solo in occasione di London Open House, quindi va a London Craft Week il merito di aver rinnovato, per un pomeriggio, l’accesso a questo luogo storico e speciale.

The Year of The Bus

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Per il 2014, Anno del Bus, in collaborazione con il London Transport Museum ed altri operatori di autobus della capitale, una serie di sculture, dipinte ed ornate da noti o aspiranti artisti, sono state disseminate in giro per Londra, per evidenziare il ruolo svolto dagli autobus nel mantenere la città in movimento 24 ore al giorno, per tutto l’anno.

Le sculture rappresentano l’iconico London bus, il Routemaster, nella versione progettata  da Thomas Heatherwick, e costituiscono una rassegna di arte pubblica che prevede, al momento, tre itinerari, con un quarto a seguire dopo le feste di Natale. L’obiettivo è quello di installare  un totale di 60 autobus in luoghi liberi e accessibili di tutta Londra: strade, parchi e spazi pubblici.
Al termine della manifestazione, le opere saranno messe all’asta per raccogliere fondi preziosi per tre associazioni di beneficenza: Kids Company, Transaid e London Transport Museum. Quest’ultimo incoraggia londinesi e turisti a pubblicare foto delle sculture su twitter con l’hashtag #YearoftheBus