Georgian January 

Mi piace gennaio, nonostante sia un mese lungo, freddo, con scadenze da pagare e propositi naufragati. Molti sono al verde e un po’ depressi,  mentre la maggior parte dei turisti sono tornati a casa, così si trova sempre posto nei locali, mentre i saldi selvaggi tappezzano le vetrine di negozi semivuoti. È anche il periodo buono per comprare il divano nuovo, se ce ne fosse bisogno, a prezzi vantaggiosi.
Siccome non riesco ancora a guarire dal noioso virus para influenzale che ho preso ad uno dei famigerati Christmas parties, il mio gennaio è partito in sordina e con le energie di un bradipo. Tra un fumento e una vitamina c effervescente, mi sono lasciata catturare da “Georgian January”, un’iniziativa tutta dedicata al XVIII secolo (e anche all’inizio del XIX). Ogni giorno,  un tema diverso su cui sbizzarrirsi: dai vestiti alla politica, dai sentimenti ai colori. Si diviene una specie di curatori virtuali, e, oltre ad imparare cose nuove, si conoscono persone unite dagli stessi interessi. L’iniziativa è stata lanciata da Dames A La Mode (pseudonimo e sito web di Taylor, una costumista e rievocatrice storica di Washington, che crea e vende gioielli in stile georgiano) ed è alla sua terza edizione. Le regole per partecipare sono semplici: basta scegliere un oggetto, un vestito o un dipinto che siano stati prodotti tra il 1714-1837 ed abbiano attinenza con il tema giornaliero. Li si pubblica su instagram con l’hashtag #georgianjanuary ed il gioco è fatto.

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A Londra, una mostra sui Georgiani

IMG_2824Si usa spesso menzionare l’epoca Georgiana quando ci si riferisce ad un particolare mobilio o stile architettonico inglese, ma il periodo, che comprende ben quattro re con lo stesso nome – da Giorgio I a Giorgio IV Hannover – occupa oltre un centinaio di anni (1714-1830), ed è connotato da molteplici cambiamenti sociali e culturali.
Si tratta di un’epoca di contrasti molto forti, caratterizzata da lusso sfrenato e povertà estrema, spettacoli esotici e impiccagioni pubbliche. Fu anche il periodo che vide la prima rivoluzione industriale e la nascita della civiltà dei consumi, nonché una rapida espansione demografica: la popolazione della Gran Bretagna crebbe da circa cinque milioni di persone nel 1700 a quasi nove milioni entro il 1801.
Adesso, una mostra esaustiva, che attinge alla formidabile collezione di giornali, riviste, stampe, libri, volantini e mappe della British Library, getta nuova luce sui vizi e le virtù della società georgiana, dalle mode e lo stile dei ricchi, all’inarrestabile trasformazione delle città. In Georgians Revealed, scopriamo come la Londra entro le mura, ricostruita in maniera solida e sostanziale, con le case che inglobavano lacerti romani e medievali, fosse abitata principalmente da mercanti, mentre i nobili si erano trasferiti altrove. I più poveri e i delinquenti si ammassavano subito fuori la cinta muraria, dove vigevano anarchia e dissolutezza. Le strade erano per lo più costituite da acciottolato irregolare, oppure da pavimentazioni instabili, che nei giorni di pioggia si ribaltavano schizzando fango. Camminare per strada significava incontrare sporcizia, confusione, ma anche maleducazione e violenza. Per i georgiani era all’ordine del giorno essere coinvolti in litigi e risse: i postiglioni si azzuffavano con i facchini, i bulli tormentavano i gentiluomini. Le strade erano anche molto rumorose, non solo per il frastuono dei carri sul selciato, ma anche per il gran numero di venditori ambulanti, che offrivano spilli, frutta, bevande, dolci, inchiostro, carbone… Era sicuramente più agevole, piacevole e dignitoso spostarsi in barca, e affittarne una per raggiungere Westminster. Ma la città, così rumorosa e pericolosa, era anche luogo di cultura e intrattenimento: dai teatri di Covent Garden, ai numerosi caffè, dove si discuteva di politica e attualità; dal gioco d’azzardo ai bordelli, ai giardini per incontrarsi e sfoggiare, mangiare e conversare, bere punch e poi tornare a casa, magari marciando assieme, per sicurezza. A proposito di bere, i georgiani erano tutti forti bevitori, incluse le signore. Innanzitutto di birra, e poi di porto, punch e gin. Quest’ultimo, come notoriamente ci illustrano le stampe di William Hogarth, divenne una vera e propria piaga sociale, con 10,000 esercizi londinesi in cui si vendeva segretamente o apertamente la bevanda, al prezzo modico di un penny. Durante tutto questo periodo, i prezzi del grano fluttuarono a causa di scarsi raccolti, provocando l’indigenza di molte famiglie. Si stima che una su dieci fosse al di sotto della ‘soglia di povertà’. La crescita delle città pose enormi pressioni sulla disponibilità di alloggi a basso costo. Così le baraccopoli crebbero rapidamente e le condizioni di vita in molti centri divennero inimmaginabili. Tuttavia, per molti, prendere il tè, leggere riviste, dedicarsi al giardinaggio e fare shopping divennero attività quotidiane ed ordinarie, mentre i ricchi passavano il tempo a spendere in maniera vistosa, abbigliandosi con brillanti e parrucche elaborate. La mostra alla British Library riporta in vita i Georgiani come realmente sono stati, e un fitto programma di conferenze cercherà di indagarne la moda, la cucina, il giardinaggio, i gusti e le aspettative.