La Cattedrale di Southwark a lume di candela

Southwark_cathedral_candlelightFin dal mio arrivo a Londra, oltre una decade fa, la Cattedrale di Southwark è sempre stato uno dei miei luoghi preferiti: con le sue antiche mura, che trasudano storia e spiritualità, l’edificio è un’oasi di quiete, in un’area sempre movimentata, dal traffico e dagli avventori del rinomato mercato di Borough. La cattedrale, che è l’edificio in stile gotico più antico della città, serve un’ampia comunità ed è estremamente accogliente verso tutti coloro che ne varcano la soglia. Non solo un luogo di culto, ma anche un punto di riferimento per la cultura ed il raccoglimento, grazie ad un fitto programma di eventi, che si svolgono durante l’anno, tra cui concerti, mostre, conferenze sul patrimonio culturale e la possibilità di partecipare ad una sessione di fotografia after-hours.
Questa è un’occasione davvero speciale, sia per fotografi dilettanti che professionisti, per passare un paio d’ore nella cattedrale, illuminata come in passato, a lume di candela, e cimentarsi con l’obiettivo (ed il treppiede), godendosi allo stesso tempo la serenità del luogo. La mia esperienza personale è stata molto positiva, infatti, oltre a studiare angolature ed esperimentare soluzioni, alternandomi tra la Nikon e la fotocamera dello smartphone, nell’oscurità suggestiva che mi avvolgeva, ho avuto modo di rilassarmi dalla giornata di lavoro e di ripercorrere le navate in una visita atipica, dove silenzio, concentrazione e spiritualità erano il filo conduttore.
Fondata in epoca normanna come priorato di una comunità di monaci Agostiniani (1106) la chiesa era inizialmente (conosciuta con il nome di St Mary’s Overie (”rie”, deriva dal sassone rithe, che significa acqua, ed infatti la chiesa si erge sulla riva del fiume). St Mary era posta sotto il controllo dei vescovi di Winchester, che possedevano un palazzo nelle vicinanze (i cui resti sono visibili ancora oggi). Residente del priorato fu il poeta di corte John Gower, amico di Geoffrey Chaucer, i cui racconti di Canterbury iniziano proprio a Southwark, con i pellegrini che si mettono in marcia dal Tabard Inn, una locanda situata in Talbot Yard, e demolita in epoca vittoriana. Gower inserì un discorso in lode dell’amico Chaucer alla fine del suo poema in lingua inglese, Confessio Amantis, e la sua bella tomba policroma, è ancora presente nella Cattedrale. Dopo la dissoluzione dei monasteri, ordinata da re Enrico VIII, la chiesa sopravvisse come parrocchiale e fu rinominata St Saviour. Attori e gente di teatro venivano a pregare qui, data la vicinanza dell’edificio ai principali teatri di Bankside, come l’Hope, il Rose, lo  Swan ed il Globe.
shakespeare_memorialLa chiesa fu anche la parrocchia di William Shakespeare e al bardo è dedicata una vetrata, realizzata da Christopher Webb (1954), raffigurante i personaggi delle sue opere teatrali. Sotto alla vetrata c’è anche un monumento in alabastro, scolpito nel 1912 da Henry McCarthy. La statua raffigura Shakespeare disteso, in atteggiamento meditativo, mentre, alle sue spalle, sono raffigurate a bassorilievo, la cattedrale ed il Globe theatre.
Non è inusuale trovare in mano al celebre drammaturgo, un rametto di rosmarino, riferimento all’Amleto, Atto IV, scena V, in cui Ofelia esorta alla rimembranza (“Ecco del rosmarino, che è per il ricordo – ti prego, amore, ricorda…”).
La collegiata di St Saviour restò di proprietà della corona inglese, fino a quando non fu acquistata da un gruppo di mercanti nel 1611. Nell’estate del 1663 Samuel Pepys scrisse, nel suo celebre diario, di avervi trascorso una mezz’ora, ammirandone i “bei monumenti di grande antichità”.
Lockyer_memorialContemporaneo di Pepys fu il medico Lionel Lockyer. Era nato a Southwark e divenne famoso ai suoi tempi per le sue Pilulae Radiis Solis Extractae, cioè delle pastiglie miracolose, che avevano per ingredienti… i raggi del sole!
Lockyer era un genio del marketing e quando morì, nel 1672, aveva accumulato una piccola fortuna di £ 1900 oltre a vari immobili ed un quarto di investimenti in una nave. Gli fu data questa degna sepoltura dopo un sontuoso funerale e il suo epitaffio recita: “Le sue virtù e le sue PILLOLE sono ben note …”
Restaurata a più riprese nel corso del XIX secolo, la chiesa divenne cattedrale nel 1905, con il nome che oggi conosciamo, ed oggi serve una vasta diocesi, composta da oltre 300 parrocchie.

La prossima sessione di fotografia a lume di candela si svolgerà il 16 maggio.
Gli spazi sono strettamente limitati, quindi si consiglia di prenotare in anticipo.

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Sky Garden: un giardino pensile nel cielo di Londra

skygarden

20 Fenchurch Street è un grattacielo commerciale nel cuore della City, alto 160 m e soprannominato il Walkie-Talkie, per la sua forma particolare, che si gonfia verso l’alto, risparmiando sui costi del terreno edificabile.
L’edificio, era salito alla ribalta delle cronache un paio di anni fa, a causa dell’insolita rifrazione delle sue vetrate concave, talmente potente da sciogliere le automobili parcheggiate nelle vicinanze!
Progettato dall’architetto uruguayano Rafael Viñoly, il Walkie Talkie torreggia sullo Square Mile con tutta l’imponenza dei suoi 34 piani. A dicembre, con l’inaugurazione dello Sky Garden, si è arrivati a 38.  Definito il più alto parco pubblico del Regno Unito, lo spazio è, in realtà proprietà privata (appartiene infatti alle società Land Securities e Canary Wharf Group), ed è gestito da Rhubarb, una ditta di  eventi e ristorazione. Tuttavia, i comuni mortali, come me, hanno diritto all’accesso gratuito, mediante comoda prenotazione online (bisogna registrarsi in largo anticipo e presentarsi muniti di documento di identità, per ragioni di sicurezza).

Così, ieri mattina, con il mio e-ticket e il passaporto, ho attraversato il London Bridge e infilato Philpot Lane, per recarmi all’ingresso di 20 Fenchurch Street. Passati i controlli e grazie ad un ascensore velocissimo, decorato in fine marmo traslucido, sono arrivata in un baleno allo Sky Garden. Il primo impatto è stato emozionante. Sicuramente, l’aver beneficiato di una bella (seppur fredda) giornata di sole, ha reso la visita ancora più spettacolare. Mediante uno spazio vetrato di 3000 metri quadrati, lo Sky Garden offre ai visitatori un panorama di Londra praticamente ininterrotto, a 360 gradi: a sud lo Shard, a ovest la City e Westminster, a nord, altri famosi grattacieli, come il Cheesegrater e il Gherkin, e ad est Canary Wharf e la Torre di Londra. Il bel giardino sub-tropicale, con piante grasse, sterlizie, lavanda, rosmarino e piccoli alberi, è opera dello studio di architetti paesaggisti Gillespies. La realizzazione di un giardino pensile aperto al pubblico, è stata la condizione essenziale per l’approvazione del progetto, assieme alla richiesta di non ostruire o sottrarre la vista della Cattedrale di St Paul’s da un certo numero di luoghi di Londra.
Ho fatto tante foto (come era prevedibile) e girovagato tra la vegetazione. Ho anche ammirato i coraggiosissimi addetti alle pulizie, che lavavano i vetri ad altezze vertiginose, Per finire, mi sono ristorata allo Sky Pod, il bar sulla piazza pavimentata (lo Sky Garden include caffetteria, brasserie e ristorante, su tre livelli). L’esperienza è stata così piacevole, che, mentre sorseggiavo il mio tè e usufruivo del wifi gratuito, ho prenotato un’altra visita (stavolta di pomeriggio), all’indirizzo:
https://skygardentickets.com/