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415Hz

Però, per me, l’autunno significa anche un tuffo a ritroso nel tempo, tra suoni ed architetture barocche, a brevissima distanza da SE4.
L’architettura barocca e neo-palladiana di Greenwich, eclettica, sobria, estranea agli artifici esuberanti del movimento, legata invece a forme e a motivi rinascimentali, trova le sue massime espressioni nella Queen’s House di Inigo Jones, nell’Old Royal Naval College progettato da Sir Christopher Wren e nelle forme originali concepite da Nicholas Hawksmoor per la chiesa di St.Alfege.
E’ in questi luoghi che ogni anno, agli inizi di novembre, si tiene l’International Early Music Festival and Exhibition, un appuntamento da non perdere per tutti gli appassionati di musica antica, nonché per gli addetti ai lavori.Per tre giorni si può assistere ad una kermesse di eventi, concerti, recital (per la maggior parte gratuiti) e visitare una mostra mercato di strumenti musicali antichi.
La parrocchia di St.Alfege, riverito luogo di sepoltura di Thomas Tallis, celebre organista e compositore inglese, ha una solida reputazione musicale, con un folto programma di concerti. Due o tre volte l’anno, è luogo prescelto dalla Linden Baroque Orchestra per le sue esibizioni. Sono da tempo una loro appassionata sostenitrice e oggi pomeriggio li ho ascoltati in un programma tutto "italiano", con musiche di Vivaldi, Geminiani, Albinoni e Stradella.
Che vi devo dire, mi sono nutrita principalmente di musica rock, con raffinate escursioni nel jazz, nel blues e nella musica classica di vario genere, ma solo il suono e la bellezza composta di un insieme di strumenti accordati al diapason barocco di 415Hz, è capace di farmi provare una tempesta di sensazioni ed emozioni, dai brividi alla pelle d’oca, dalla placida beatitudine alle lacrime di commozione.
Wandermüde

Thursday, Friday, Happy Days…

Teste di…

Le amene località in cui sono apparse, distano anche 50 miglia l’una dall’altra.
Tra i vari abitanti, più o meno sorpresi dall’evento, due coniugi, Mike and Valerie Hoyes, che gestiscono un ufficetto postale a Braithwell, si sono improvvisati detectives.
Avendo trovato ben tre teste davanti al loro esercizio, la mattina del 23 agosto, i due hanno controllato le registrazioni effettuate dalla telecamera a circuito chiuso e scoperto che un uomo aveva abbandonato le sculture verso le 4 del mattino, dopo averle trasportate in una macchina di piccola cilindrata.
Meno in ansia è apparso Mr Griffiths, artista residente ad Arthington, che ha dichiarato alla stampa:"I think it’s a publicity stunt – I can’t see anything else…"
Il tempo gli ha dato, in un certo senso, ragione.
Nel pomeriggio di oggi, infatti, il mistero delle teste di pietra è stato finalmente svelato.
Esse sono opera di uno scultore del West Yorkshire, tale Billy Johnstone, che ha semplicemente deciso di lasciarle in dono a chiunque le avesse ritrovate.
Le teste valgono tra le 200 e le 500 sterline circa, e ne sono state abbandonate ben 57, qua e là nel nord d’Inghilterra.
Johnstone ha specificato di non essere interessato a sapere che fine faranno le sue sculture né a rivolerle indietro.
In risposta alle insinuazioni del Mr Griffith di turno, lo scultore ha inoltre aggiunto che l’intera operazione è parte di un progetto artistico in corso e non di una mossa pubblicitaria.
"Twinkle twinkle like a star does love blaze less from afar?"
dissonanze cognitive

Living above Pain
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1. Hanno ritirato dal mercato quelle palline di biscotto di malto ricoperto di miele e cioccolato al latte che vagano nei negozi angli con il nome di Maltesers. Di solito, una pallina croccantina tira l’altra, finché il pacchetto si svuota e la coscienza rimorde. Qualcuno però ha finito per mordere dei trucioli di gomma… 2. Da ieri sera la tube è in sciopero e lo sarà fino a giovedì. E certo, anche se io uso il treno ed è stato mantenuto il servizio per due linee, in città c’è più caos, più traffico, più gente alla fermata del bus, più facce imbronciate, più assenti (in)giustificati, ma non la catastrofe che i giornali italioti vi vogliono far credere. Il disservizio non piace a nessuno, ma non ho visto fare sceneggiate. 3. La Wellcome Collection ha attualmente in programma una mostra sul cuore, di solito considerato punto fisico e metaforico di inizio e fine della vita. Tra gli oggetti esposti, la ventitreenne Jennifer Sutton ha potuto ammirare il suo vecchio cuore malandato, asportatole per una cardiomiopatia restrittiva all’inizio di quest’anno. "An emotional and surreal experience", ha commentato. 4. Per commemorare i 200 anni dall’abolizione della schiavitù, una replica della nave Amistad, dopo aver ripercorso le rotte del commercio di schiavi, sta per raggiungere Londra. Attraverso il fiume Avon e il canale di Bristol, Amistad attraccherà nell’area dei docklands, a Canary Wharf. La nave originale passò alla storia quando, nel 1839, 53 schiavi si ammutinarono e, benché catturati, riuscirono a guadagnarsi la libertà grazie alla battaglia legale vinta contro il governo americano. 5. Dopo 7 anni vissuti con coraggio e determinazione, Jane Tomlinson ha ceduto al tumore maligno che la tormentava. Nel 2000 i medici le avevano dato pochi mesi di vita, ma Jane seppe smentire la scienza e sfidare le avversità, dedicandosi a raccogliere fondi per la ricerca sul cancro e, nonostante il dolore terribile al collo, al bacino e alla schiena, cimentarsi in imprese sportive eccezionali, come la London Marathon, il London Triathlon e varie tratte in bicicletta, tra cui 2.500 miglia da Roma a Leeds, e ben 4.200 attraverso gli Stati Uniti. Fino all’ultimo Jane ha saputo mantenere il sorriso e l’entusiasmo, dando speranza e forza a tanti malati come lei. "La vita è come una tigre selvaggia: puoi soccombere e permetterle di affondare gli artigli sulla tua testa o decidere di salirle sulla schiena e cavalcarla"(proverbio indiano) |
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Sindrome Cinese

E’ su tutti i giornali: sono già tra noi.
Dai frontespizi, dai cartelloni pubblicitari, dalle vetrine dei negozi, imperturbabili facce millenarie ci scrutano.
E più la data di conquista si avvicina, più la febbre sale.
Occhi a mandorla e tratti volitivi campeggiano qua e là, arrivando ad offuscare perfino il biondo caschetto della principessa triste, nel decennale della sua dipartita.
I venti esemplari del famoso esercito di terracotta non hanno nemmeno fatto in tempo ad arrivare al Museo Britannico, che subito si sono moltiplicati i figli spuri, le riproduzioni a basso costo, i libri e i gadgets.
E mi viene in mente quel saggio di Walter Benjamin, secondo cui la riproducibilità tecnica dell’opera d’arte finisce per distruggerne l’aura, quel non so che di irripetibile ed originario che ne garantiva il valore.
In questo pullulare di soldati e soldatini, che occhieggiano dalle vetrine offrendosi al turista mordi e fuggi, la misteriosa e rara bellezza dei guerrieri di Xian viene meno, il senso della loro unicità si perde nell’azzeramento delle distanze, nelle strategie di marketing che spingono il volgo al fagocitamento mediatico e culturale.
Non siamo neppure agli inizi e già avverto una certa nausea da sovraesposizione.
L’assedio continua…
Bank Holiday Monday

Con il nome di Bank Holiday si indica un certo numero di lunedì che nel Regno Unito e nella Repubblica d’Irlanda equivalgono ad una festa pubblica. Ergo, alla popolazione non impiegata in servizi essenziali è garantito un giorno di vacanza, mentre agli altri viene data una paga extra. I lunedì di vacanza sono detti Bank Holidays perché fino al 1834 la Bank of England osservava un cospicuo numero di feste religiose e pubbliche, poi drammaticamente decurtate a soli 4 giorni di ferie. Nel 1871 Sir John Lubbock decise di introdurre il Bank Holidays Act, per permettere ai bancari appassionati di cricket come lui di poter partecipare agli incontri (o seguirli da supporters).
Nel 1971 la legislazione britannica ha fissato a 6 il numero di Bank Holidays nel calendario delle feste pubbliche: due in primavera (a maggio), tre in estate (uno in giugno e due in agosto) e uno in autunno (alla fine di ottobre).
Di questi lunedì festaioli, che danno vita a lunghi weekend, spesso caratterizzati da british in fuga verso mete continentali, più calde e soleggiate, celebre è quello di fine estate, che a Londra è segnato dal Carnevale di Notting Hill.
Questo evento, ormai un’istituzione, richiama orde di visitatori e turisti da tutto il mondo. Per due giorni ci si accalca nelle stradine borghesi del West End a seguire la sfilata di figuranti in costume e a ballare al suono di numerosi sound systems, capitanati da DJ più o meno conosciuti. Nato alla fine degli anni ’50 come momento di aggregazione fra comunità afro-caraibiche ed inglesi, il Carnevale ha perso la sua originale motivazione politico-sociale per divenire momento di svago ed evento interculturale. Almeno una volta bisogna esserci, per assaporare questa mescolanza di energia, voglia di far festa e spirito di condivisione.
Non sono amante delle folle, perciò preferisco conservare i vividi ricordi della mia unica esperienza carnevalesca, nel lontano agosto 1992, un pomeriggio speciale, di cui ho anche una registrazione audio nel cassetto.
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