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Funghi allucinogeni a Buckingham Palace

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Alan Titchmarsh è un giardiniere inglese, scrittore e presentatore di programmi televisivi dedicati appunto al giardinaggio.

Con permesso speciale della Regina Elisabetta II, ha passato l’ultimo anno ad esplorare i giardini di Buckingham Palace, che, oltre ad essere molto antichi, ospitano numerosissime specie di flora selvatica, moltissimi insetti e farfalle e svariate specie di uccelli.

Mentre Titchmarsh passeggiava nei giardini,  in preparazione di un programma speciale, da trasmettere sull’emittente ITV il giorno di Natale, si è imbattuto in un ovolo malefico, o Amanita Muscaria, un tipo di fungo abbastanza comune, le cui proprietà allucinogene sono note da secoli. L’esperto giardiniere si è dichiarato sorpreso di aver identificato questo particolare fungo nei giardini privati di Sua Maestà, L’Amanita, dal cappello rosso disseminato di verruche biancastre, si trova in tutto il Regno Unito ed è certo che l’esemplare ‘reale’ sia cresciuto nei giardini spontaneamente. Si tratta di un fungo importante per la crescita e lo sviluppo di molti tipi di albero, che fornisce cibo per le mosche, ed è anche un sito di riproduzione per coleotteri. L’Amanita possiede anche  proprietà psicotrope, note fin dai tempi più antichi, e veniva utilizzato nei riti sciamanici, per provocare allucinazioni. Il fungo contiene sostanze psicoattive come l’acido ibotenico e il muscimolo, ed è uno dei più velenosi che si possano incontrare nei boschi di conifere e latifoglie.

Un portavoce di Buckingham Palace ha subito tenuto a precisare, a scanso di dubbi, che “i funghi del giardino non sono utilizzati nelle cucine del palazzo”.

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Boar’s Head ceremony a Londra

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Ieri ho avuto occasione di partecipare ad una delle numerose, antiche e particolari cerimonie che ogni anno si svolgono nel cuore della City di Londra. La Boar’s Head Ceremony è una processione che vede i rappresentanti della Corporazione dei Macellai, vestiti nella livrea blu, tipica della gilda, lasciare la loro sede in Bartholomew Close e raggiungere Mansion House per recare in dono al Lord Sindaco della City una testa di cinghiale. Il dono singolare, che consisteva in un vero esemplare fino al 1968, per ragioni di igiene e sicurezza, si è trasformato in simbolico e colorato omaggio di cartapesta.

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L’eccentrica cerimonia, si fa invece risalire al 1343, quando, in seguito alle proteste dei francescani di Greyfriars, costretti a camminare tra gli scarti e i rifiuti dei macellai di zona, il sindaco John Hammond aveva predisposto un terreno adiacente al fiume Fleet, affinché vi si potessero gettare frattaglie ed altre lordure. In cambio di questa concessione, la Corporazione dei Macellai avrebbe dovuto donare al sindaco, ogni anno, per Natale, la testa di un cinghiale. Scomparso il convento di Greyfriars, distrutta la chiesa e ricoperto l’immondo Fleet Ditch, menzionato da Alexander Pope e Jonathan Swift, resta ancora oggi questa singolare e festosa cerimonia, che si snoda nelle vie della City tra ali di passanti interdetti ed i clacson delle auto, costrette a fermarsi.
Il corteo dei Macellai con la testa del cinghiale viene preceduto da rulli di tamburi, e accompagnato da poliziotti in motocicletta, addetti a fermare il traffico lungo Cheapside, più una coda di curiosi ed entusiasti.

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Quella dei Macellai è la ventiquattresima corporazione di livrea in ordine di civica precedenza e svolge un ruolo attivo nella City sia nell’ambito del commercio, sia come istituzione di beneficenza.

 

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L’orso Paddington sbarca a Londra

IMG_20141114_153158Domani approderà nelle sale cinematografiche il film natalizio ‘Paddington’, scritto e diretto da Paul King, con protagonista il celebre orsetto, creato da Michael Bond, nel 1958.
All’orso peruviano, amante della marmellata e raffigurato con uno stazzonato montgomery blu ed una valigia marrone, è stata data rinnovata celebrità,

non solo sul grande schermo, ma anche in libreria, con la pubblicazione di una nuova edizione anastatica delle sue avventure,
e poi in giro per Londra, grazie a mostre ed
iniziative turistiche.
Celebrità, artisti e fashion designer sono stati invitati a reinterpretare il personaggio per dare vita ad uno speciale percorso Paddington’, con 50 statue del famoso orsetto disseminate in tutta Londra.
Una mappa, scaricabile online, aiuta i visitatori a trovare le statue, installate in vari luoghi chiave, tra l’aeroporto di Heathrow ed i grandi magazzini Selfridges. Fu qui che Michael Bond aveva comprato un orso di peluche per sua moglie come regalo di Natale e il giocattolo gli fu poi d’ispirazione per il libro. Le statue, resteranno esposte fino al 30 dicembre e, poi, saranno vendute all’asta con la speranza di raccogliere £ 1.000.000 per opere di beneficenza tra cui il NSPCC e il suo servizio ChildLine.
Paddington ha assunto molte forme fisiche nel corso degli anni.
Diversi illustratori e animatori hanno interpretato questo orso molto amato da generazioni di piccoli e grandi. Una mostra in programma alla House of Illustration, fino al 4 gennaio, presenta una selezione di opere d’arte che coprono i 50 anni di Paddington, dai disegni originali di Peggy Fortnum, Fred Banbery, David McKee e RW Alley, alle clip degli anni 1970 fino al materiale del nuovo film.
Anche il Museum of London dedica una mostra all’orsetto, con una piccola esposizione di oggetti che tracciano il suo viaggio dalla pagina allo schermo, inclusa la macchina da scrivere del suo autore.
E, per finire, qualcuno ha visto
nel film una calibrata propaganda anti-UKIP, il partito per l’Indipendenza del Regno Unito. La storia dell’orsetto Paddington, amato anche dai nostalgici sostenitori di Nigel Farage, ha un messaggio che può sorprenderli. Un orso clandestino, che dal lontano Perù si avventura a Londra, e sceglie di viverci, sembra fatta apposta per sfidare il messaggio anti-immigrazione del partito scissionista ed euroscettico.

A Londra nessuno è simile“, conclude Paddington nel film, “Il che significa che tutti finiscono per adattarsi.”
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Lord Mayor Show

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Agli inizi del XIII secolo, Londra era già una città indipendente e ricca, grazie ai commerci e ai poteri forti delle corporazioni. C’era già stato un sindaco: Henry Fitz Ailwyn, eletto nel 1191 e rimasto in carica fino alla sua morte nel 1213.
Per assicurarsi il sostegno della città, nel 1215 re Giovanni Senzaterra, con un decreto reale, aveva dato a Londra il diritto ufficiale di eleggere un sindaco. Scelto ogni anno, da un gruppo  ristretto di elettori, il sindaco avrebbe raggiunto Westminster per giurare fedeltà alla Corona. Il primo sindaco, presentato al monarca nell’ottobre 1215 fu William Hardell,  uno degli esecutori della Magna Carta, l’unico tra i firmatari a non essere stato un barone.
Da questo episodio, nacque iI Lord  Mayor’ Show, una processione spettacolare organizzata per presentare al monarca il nuovo sindaco della City.
Il Lord Mayor ha sfilato in processione ogni anno, per otto secoli, nonostante le pestilenze , gli incendi e le innumerevoli guerre, ed ha giurato fedeltà a ben 34 re e regine d’Inghilterra.
In tempi moderni, il Lord Mayor annualmente eletto è solo il capo della City of London Corporation e agisce durante il suo mandato come ambasciatore globale per l’intero settore dei servizi finanziari che hanno sede nel Regno Unito. Tuttavia, il cerimoniale che accompagna la vita amministrativa della City è molto antico e rifulge di simboli e costumi scintillanti e colorati.
Si inizia il primo venerdì di novembre con la Silent Ceremony, nella solenne cornice della medievale Guildhall, dove, in assoluto silenzio, salvo per le parole di giuramento pronunciate dal nuovo eletto, il passaggio di simboli del potere avviene secondo un protocollo che dura da secoli, e che vede il Lord Mayor uscente, togliersi il tricorno, rinunciare alla posizione, ritornare le sue regalie. E poi, il giorno seguente, c’è lo show. Che prima era una regata sul Tamigi, e, da ormai due secoli, per motivi logistici, si svolge per lo più a cavallo e a piedi attraverso le strade della City. La bella carrozza dorata, dipinta da Giovan Battista Cipriani nel XVIII secolo, che per tutto l’anno è custodita nel Museo di Londra, riprende vita e, trainata da sei cavalli, scorta il Lord Mayor nel suo tragitto verso St. Pauls e le Royal Courts of Justice, seguito da un lungo e colorato corteo di corporazioni, scuole, forze dell’ordine, associazioni, con particolare attenzione alla Ward, cioè al distretto geografico amministrativo, da cui proviene il nuovo sindaco. Star della processione e delle celebrazioni di quest’anno è la Magna Carta della City, che viaggerà in un cocchio speciale, davanti a quello del nuovo Lord Mayor, Alan Yarrow.

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The Year of The Bus

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Per il 2014, Anno del Bus, in collaborazione con il London Transport Museum ed altri operatori di autobus della capitale, una serie di sculture, dipinte ed ornate da noti o aspiranti artisti, sono state disseminate in giro per Londra, per evidenziare il ruolo svolto dagli autobus nel mantenere la città in movimento 24 ore al giorno, per tutto l’anno.

Le sculture rappresentano l’iconico London bus, il Routemaster, nella versione progettata  da Thomas Heatherwick, e costituiscono una rassegna di arte pubblica che prevede, al momento, tre itinerari, con un quarto a seguire dopo le feste di Natale. L’obiettivo è quello di installare  un totale di 60 autobus in luoghi liberi e accessibili di tutta Londra: strade, parchi e spazi pubblici.
Al termine della manifestazione, le opere saranno messe all’asta per raccogliere fondi preziosi per tre associazioni di beneficenza: Kids Company, Transaid e London Transport Museum. Quest’ultimo incoraggia londinesi e turisti a pubblicare foto delle sculture su twitter con l’hashtag #YearoftheBus

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London Symphony

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Stavo leggendo “London Afresh” di E. V. Lucas (1936), un’escursione affascinante attraverso una Londra ancora riconoscibile oggi, a parte gli ovvi, drammatici cambiamenti, a causa dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e il costante abbattimento di vecchi stabili per edificare blocchi (e ora anche grattacieli) di appartamenti, uffici e locali commerciali.
Alla fine degli anni ’20 e nel corso degli anni ’30 Londra era in piena esplosione modernista, una metropoli cosmopolita e industriale, ronzante di rumori meccanici.
In quegli anni, anche i film stavano abbracciando un’estetica modernista, cercando di cogliere l’unicità dell’ambiente urbano, attraverso le immagini di vita quotidiana nelle città. Il genere cinematografico conosciuto come “sinfonie della città”, comprendeva film in grado di catturare la bellezza intrinseca delle metropoli, con una poetica fatta di velocità, vapore, eccitazione, progresso e tecnologia. La fotocamera andava sostituendosi all’occhio del flaneur, e l’uso del montaggio sottolineava ritmi e coordinate della vita urbana.

Oggi, Alex Barrett, un regista indipendente, sta producendo un film nello stile dei documentari sperimentali del cinema muto.
“London Symphony” esplorerà Londra nella sua vasta diversità di culture, religioni e design, attraverso i suoi vari mezzi di trasporto e sarà un viaggio poetico del 21 ° secolo.
Una sinfonia originale, composta da James McWilliam, farà da colonna sonora al film e potrà anche essere eseguita dal vivo durante  proiezioni ed eventi speciali.
L’idea del film è quella di catturare un presente che non rimane mai immobile, allo stesso tempo  guardando al passato, ed esplorando la ricchezza e la diversità che Londra offre tutti i giorni. I realizzatori della pellicola hanno sviluppato London Symphony dall’inizio dell’anno, e ora sono pronti ad entrare in produzione. Una campagna di crowdfunding è stata lanciata per raccogliere un finanziamento di 6000 sterline.
Per Barrett questa campagna rappresenta “la possibilità per le persone di fare la differenza, e mostrare al mondo che il cinema ‘non commerciale’ è ancora importante”.

La campagna di crowdfunding termina il 19 ottobre.

Info: London Symphony

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La vera identità di Jack lo Squartatore…

Jack A distanza di oltre un secolo, la turpe storia di Jack lo Squartatore pseudonimo dietro al quale si cela l’identità, mai svelata, di un terribile serial killer, che terrorizzò l’East End londinese, continua ad affascinare l’immaginario collettivo. Innumerevoli sono i turisti, che ogni giorno si affidano a tour guidati, alla scoperta dei dettagli più raccapriccianti o degli angoli oscuri in cui l’assassino adescava le sue vittime (povere donne che si prostituivano per sbarcare il lunario). Nel tempo, si sono fatte moltissime congetture su chi fosse veramente Jack lo Squartatore, killer efferato, che soleva sventrare le sue vittime, con furia e precisione chirurgica, prendendosi anche gioco delle autorità. Sono stati variamente sospettati personaggio più o meno noti, dal principe Albert Victor, sifilitico a causa delle scorribande nei bordelli dell’East End, al pittore vittoriano Walter Sickert, misogino per un difetto congenito e reo di aver ritratto loschi nudi di prostitute in squallidi interni, e per aver alloggiato in una di queste camere a Camden, ritratta poi nel quadro ‘Jack the Ripper’s bedroom’. La scrittrice Patricia Cornwell ha speso tempo e milioni per provare che l’artista è l’assassino di Whitechapel, arrivando persino a distruggerne una tela. Ora, però, il Daily Mail ha esordito con la sensazionale notizia che Jack lo Squartatore era un barbiere di nome Aaron Kosminski,immigrato polacco di origini ebraiche, nel 1881, Kominski era fuggito dalle persecuzioni religiose nel suo paese, e si era stabilito con la famiglia a Mile End. Il giovane era già nel registro dei sospetti, all’epoca dei delitti, e morì nel 1899 di cancrena, in un manicomio. Ad inchiodarlo, dopo 126 anni, sarebbero le prove del DNA eseguite su uno scialle appartenuto ad una delle vittime dello Squartatore: Catherine Eddowes. Lo scialle, mai lavato dalle tracce di sangue, è stato acquistato all’asta nel 2007, dal ‘ripperologo’ Russell Edwards, e sottoposto ad esami di laboratorio grazie alla collaborazione di Jari Louhelainen, esperto di biologia molecolari, e i discendenti della Eddowes e di Kosminski. Molti esperti sono scettici, perché in oltre un secolo, le tracce di DNA potrebbero essere state corrotte dal passaggio dello scialle in mani diverse. Inoltre, molti scienziati hanno chiesto ulteriori esami e un rapporto che possa essere verificato. Mentre si dibatte su un’identità da provare, l’interesse per Jack lo Squartatore prosegue e si moltiplicano i tour alternativi nelle viuzze dell’East End.

 

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Visita a Bletchley Park

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Bletchley Park è una tenuta in Buckinghamshire, vicino a Milton Keynes. Durante la seconda guerra mondiale, il sito fu il principale centro di crittoanalisi del Regno Unito, e sede della Government Code and Cypher School.
I codici e cifrari di molti paesi erano decrittati qui, come ad esempio i messaggi dei macchinari tedeschi Enigma, Geheimschreiber e Lorenz SZ40/42. La decrittazione dei messaggi cifrati con Enigma fornì per quasi tutta la seconda guerra mondiale importantissime informazioni sicuramente abbreviando la guerra da diversi anni. I servizi segreti polacchi erano riusciti a decifrare Enigma ed avevano trasferito il metodo agli inglesi. La bella casa vittoriana, sede del personale di intelligence durante la Guerra, fu scenario di un’intensa attività di intercettazione e decifrazione delle comunicazioni radio tedesche ed ospitò brillanti ingegni matematici come Alan Turing, Gordon Welchman, e Dylwyn Knox. Le ricerche portarono ad importanti progressi tecnologici e alla nascita dell’informatica moderna
Bletchley Park è ora un museo, aperto al pubblico tutti i giorni, raggiungibile con comodo treno dalla stazione londinese di Euston.
Molti edifici del periodo bellico, come ad esempio la mansion, il cottage, le scuderie, il blocco H, il blocco B ed alcuni capannoni, sono ancora in esistenza. All’interno, tutto è conservato com’era. Si ha quasi la sensazione che il personale sia ancora nei paraggi, ed abbia solo momentaneamente lasciato la scrivania, percio’ si circola tra materiali originali: cappotti, cardigans, posaceneri, accendini, borsette e accessori per il trucco (gran parte degli impiegati a BP erano donne), riviste, giornali, matite, materiale da cancelleria originale.
I visitatori possono ammirare un’interessante collezione di macchine di cifratura, come Enigma, Lorenz SZ40 / 42, Siemens T52 Geheimschreiber e laAbwehr G312‘. Inoltre, Bletchley Park è la casa del Bombe, la macchina che fu utilizzata per decriptare i codici di Enigma. Ci sono altre due machine, Heath Robinson 1 e Colossus 1, che servirono a decodificare il Lorenz SZ-40/42, il più segreto dispositivo di cifratura del Comando tedesco (OKW). Questi macchinari fanno parte del Museo Nazionale di Informatica (TNMOC), e sono pienamente operativi.
Oltre alle attività connesse alla decrittazione dei codici segreti, BP è sede di alcuni musei più piccoli, incluso un minicinema di guerra, un ufficio postale, un museo dulle comunicazioni radiofoniche, una raccolta di giocattoli degli anni ’30, una mostra sull’uso dei piccioni viaggiatori nella seconda Guerra mondiale ed alcune automobili originali.
Se è una bella giornata, oltre a dare un’occhiata alla casa e alle strutture adiacenti, è piacevole passeggiare lungo il lago, ammirando fiori e fauna, trasportati indietro nel tempo da un paesaggio sonoro di installazioni audio disposte ad hoc lungo il percorso.

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Il centenario della Prima Guerra Mondiale a Londra

towerLa Prima Guerra Mondiale iniziò per la Gran Bretagna nell’agosto del 1914 e si concluse quattro anni dopo, con una società allo sbando, imperi e paesi distrutti, l’ordine politico sovvertito ed oltre nove milioni di morti. Cento anni dopo, Londra ricorda la guerra e le persone in essa coinvolte, cercando di conciliare opposte visioni: da un lato, l’eroismo e il valore di chi vi prese parte, dall’altro, i motivi e le ragioni politiche e nazionali per cui quella la guerra fu combattuta. Per chi si trova in città, mostre, conferenze ed eventi, aiutano a fare luce sull’impatto del Primo Conflitto Mondiale e sulla sua eredità.
Alla Tower of London, ‘Blood Swept Lands and Seas of Red’ è l’installazione artistica che sta prendendo forma nel fossato della Torre. Un fiume di papaveri in ceramica fuoriesce da una feritoia per riversarsi nello spazio sottostante. Ogni papavero simboleggia un soldato britannico caduto durante la Grande Guerra. L’installazione è stata realizzata dall’artista ceramista Paul Cummins, assistito dallo scenografo Tom Piper, ed e’ stata presentata ufficialmente il 5 agosto per celebrare i 100 anni dal primo giorno di partecipazione della Gran Bretagna alla guerra.
Il titolo dell’installazione viene da una poesia di un soldato sconosciuto e l’opera crescera’ ogni giorno, con l’obiettivo di raggiungere 888.246 papaveri, l’ultimo dei quali sara’ piantato l’11 novembre 2014.
I papaveri sono disponibili per l’acquisto al costo di 25 sterline e il 10% delle vendite sarà devoluto in beneficienza.
poppyRestando in tema di papaveri, fiore simbolo della Grande Guerra, alla Guildhall Library, Rebecca Louise Law, artista nota per le sue grandi installazioni interattive, ha creato Poppy, cielo floreale fatto di migliaia di papaveri di carta. La biblioteca ha in programma mostre ed eventi per ricordare la Guerra e al momento espone memorie, lettere, medaglie e altri effetti personali di individui che presero parte al conflitto.

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L’Imperial War Museum ha recentemente riaperto i battenti dopo aver subito una drammatica trasformazione grazie al progetto di Lord Norman Foster.
Il museo possiede una collezione sulla Grande Guerra tra le più ricche e complete del mondo, ed include armi, uniformi, diari, lettere, ricordi, fotografie, filmati e la ricostruzione di una trincea. Le sale sono state ristrutturate e danno la possibilità di avventurarsi in un percorso multimediale e immersivo, totalmente gratuito. Al piano superiore, una doppia mostra temporanea di dipinti e illustrazioni, racconta la Verità e la Memoria di una Guerra troppo grande.
Verità e memoria che si intrecciano e si sovrappongono, mentre il conflitto viene rappresentato dai soldati stessi. Le opere seguono dettami modernisti, portando in sé il valore dell’autenticità. CRW Nevinson, medico oltre che artista, attinse al linguaggio fratturato del futurismo per mostrare la volontà umana asservita alla macchina. Paul Nash, al fronte come artista di guerra ufficiale, si ispirò ai paesaggi surrealisti per raccontare scene contorte di filo spinato, cariche di nubi scure.
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The Cartoon Museum, piccola galleria londinese che combina arte ad umorismo, ha invece allestito una mostra di vignette, caricature ed illustrazioni per descrivere e riflettere sulla Grande Guerra 1914-1918, e gli effetti a lungo termine. Le opere spaziano dalla propaganda patriottica alle immagini che avevano messo in discussione il conflitto e la situazione sul fronte occidentale. Alla mostra si accompagna un interessante programma di conferenze ed incontri.
Per finire, alla British Library, una raccolta manifesti, poesie, libri e opuscoli di cento anni fa, esamina come la gente comune avesse saputo fare fronte alle ristrettezze e alla disperazione durante la Guerra.
Tra i tentativi di sollevare il morale, le descrizioni delle incursioni degli Zeppelin nei cieli di Londra e l’umorismo nero delle trincee, in mostra c’è anche un’installazione audiovisiva, con i risultati della Biblioteca di Europeana 1914-1918, importante progetto europeo, che ha digitalizzato oltre 400.000 articoli della Grande Guerra

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Panchine letterarie a Londra

Agatha Christie: Hercule Poirot and the Greenshore Folly

Agatha Christie: Hercule Poirot and the Greenshore Folly


Il National Literacy Trust, in collaborazione con Wild in Art, quest’estate riempie di opere speciali le strade della City e di altre zone di Londra. Una cinquantina di panchine a forma di libro aperto, decorate da illustratori professionisti e artisti locali, sono state disposte in vari punti cittadini. I classici della letteratura vanno da Jane Austen a Charles Dickens, da Shakespeare ad Orwell, fino ad includere opere più recenti, come i romanzi di Monica Ali o Nick Hornby. Sono stati elaborati quattro percorsi diversi, a Bloomsbury, Greenwich, nella City e lungo il Tamigi, così, girovagando tra giardini, viali e piazze, si potranno incontrare tanti eroi letterari come Sherlock Holmes, James Bond, Mary Poppins e Hercules Poirot.
‘Books About Town’ è un’occasione unica per esplorare le connessioni letterarie della capitale, per apprezzare le opere di alcuni dei migliori artisti del Paese e per celebrare la lettura come mezzo di intrattenimento.  Alla fine dell’estate, il 7 ottobre, tutte le panchine saranno messe all’asta in un evento esclusivo, al Southbank Centre, per raccogliere fondi a favore del National Literacy Trust, così da aumentare i livelli di alfabetizzazione nel Regno Unito.