A Londra, in vendita la casa dei Beatles

Beatles In Anchorage

The Beatles by Bob Whitaker/Hulton Archive/Getty Images

La storica casa dei Beatles, nel quartiere di Mayfar, è stata messa in vendita per per 9 milioni di sterline.
L’appartamento, dotato di quattro camere da letto, è un edificio storico di grado II e fu costruito nel XVIII secolo. A quest’epoca risalgono le decorazioni, la pavimentazione e gli stucchi che abbelliscono le stanze. Un tempo, la casa era il quartier generale dell’etichetta discografica dei Beatles, Apple Corporations (che possedeva anche un’altra sede, in Savile Row, sul cui tetto la band suonò il famoso concerto dal vivo, nel gennaio 1969).
In questo luogo, i Beatles trascorsero il loro periodo psichedelico, scrivendo molti dei loro successi. John Lennon vergò addirittura le liriche di Sergent Pepper ‘s Lonely Hearts Club Band sulle piastrelle della cucina! Queste ultime, tuttavia, non sono più in situ, perché furono rimosse una decina di anni fa e vendute all’asta da Sotheby’s.
Inclusa nella vendita in vendita è anche l’ex scuderia settecentesca, ora divenuta un mini appartamento, con ingresso indipendente e camera da letto, che, volendo, può essere abbattuto per ingrandire la proprietà, affittato o utilizzato come abitazione per il personale. Oltre alle quattro camera, tutte con bagno privato, la casa principale possiede un grande ingresso, un ampio salotto, una sala da pranzo, un cortile ed una terrazza sul tetto. Non c’è un giardino, ma l’edificio si trova abbastanza vicino ad Hyde Park.
Dopo essere appartenuta ai Beatles, la casa fu abitata dal politico conservatore Norman St John-Stevas, un membro del Gabinetto di Margaret Thatcher.

 

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Suffragette a Londra

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Oggi esce nelle sale britanniche Suffragette, film drammatico di Sarah Gavron, che ripercorre i momenti salienti della lotta per l’emancipazione e per il diritto di voto per le donne all’inizio del XX secolo. Nel cast, attrici del calibro di Carey Mulligan, Helena Bonham Carter, e Meryl Streep, quest’ultima nei panni di Emmeline Pankhurst, attivista e guida del movimento suffragista. Agli inizi del XX secolo, solo il 60% dellla popolazione maschile aveva diritto di voto, e questo era stabilito in base al reddito, al salario e alla proprietà. Al voto non avevano accesso i poveri, i malati di mente, gli assassini e le donne. Nel 1906 il Women Social Political Union (WSPU), fondato a Manchester tre anni prima, si trasferì a Londra per essere più visibile. Il quartier generale del WSPU si stabilì ai numeri 3 e 4 di Clement’s Inn, a ovest delle Royal Courts of Justice, una delle corti di giustizia più grandi d’Europa. Il Clement’s Inn non esiste più, fu demolito negli anni Settanta, ma si può prenotare un tour alla Corte d’Appello e al Tribunale, nel vicino e maestoso edificio neo-gotico, per saperne di più sul sistema giudiziario britannico (London@nccl.org.uk).
Il WSPU fu accusato di essere un organizzazione che esisteva per servire le classi medie e alte, ma c’era una filiale nell’East End di Londra, creata appositamente per convincere le donne della classe operaia ad aderire al movimento delle suffragette.
I media, però, non avevano molto interesse nella lotta per i diritti delle donne, quindi il WSPU decise di utilizzare metodi diversi per ottenere visibilità e promuovere il suffragio universale femminile.
Ad esempio, al British Museum, si può osservare un centesimo del 1903 timbrato con lo slogan “suffragette voto alle donne”. Deturpare una moneta non era solo un atto di disobbedienza civile ma un reato grave, per cui si rischiava una pena detentiva. Gli spiccioli diffondevano efficacemente il messaggio ed avevano meno probabilità di essere tolti dalla circolazione rispetto ad altre coniature.
Altri metodi, erano decisamente più cruenti, come rompere le finestre degli edifici governativi. Nell’estate del 1908, alcune suffragette marciarono a Downing Street e cominciarono a lanciare pietre di piccole dimensioni attraverso le finestre della casa del Primo Ministro. Una trentina di donne furono arrestate e inviate alla prigione di Holloway. Nell’ottobre 1908, ci fu una grande manifestazione a Londra, che portò a violenti scontri con la polizia. Al Museo di Londra, è possibile ammirare oggetti curiosi e interessanti, che raccontano la storia e l’evolversi, a volte drammatico, del movimento. Come, ad esempio, la cintura usata proprio nel 1908 per incatenarsi alle inferriate di edifici governativi. O, ancora, le medaglie conferite alle suffragette che avevano fatto lo sciopero della fame in prigione. Nel giugno 1913, in occasione della gara più importante dell’anno, il Derby, Emily Davison invase la pista e ha tentò di afferrare la briglia di Anmer, un cavallo di proprietà di re Giorgio V. Fu colpita mortalmente ed i suoi funerali si svolsero nella storica chiesa di St George Bloomsbury, progettata da Nicholas Hawksmoor, raffigurata da Hogarth nel suo “Gin Lane” e menzionata da Dickens, che viveva poco lontano. Il 26 luglio 1913 giunsero a Londra le delegazioni che prendevano parte al Grande Pellegrinaggio di suffragette organizzato dalla National Union of Women’s Suffrage Society. Le donne marciarono da tutti gli angoli di Inghilterra e Galles, alcune per sei settimane di seguito, fino ad Hyde Park, dove si svolse una manifestazione di massa e in cui, da una ventina di piattaforme diverse, gli oratori chiedevano a gran voce l’affrancamento delle donne. Le immagini scattate a questo raduno da Christina Broom, fotografa autodidatta e prima fotoreporter Britannica, si possono ammirare in una bella mostra gratuita, che resta aperta al Museum of London Docklands, fino al 1 novembre. Si stima che, nell’estate del 1914, oltre un migliaio di suffragette erano finite in carcere a seguito di azioni violente, Queste andavano dalle vetrine infrante ai danni a proprietà ed edifici, fino ad atti vandalici contro opere d’arte. Nel 1914, la Venere Rokeby di Velasquez, conservata alla National Gallery, ricevette almeno cinque fendenti con un tritacarne, brandito dalla suffragetta Mary Richardson, che protestava contro l’arresto di Emmeline Pankhurst.

Il 4 agosto 1914 l’Inghilterra dichiarò guerra alla Germania, ed ogni attività politica delle suffragette fu sospesa, per aiutare lo sforzo bellico. In cambio, il governo britannico cominciò a rilasciare le suffragette ancora in carcere. La legge che diede alle donne gli stessi diritti di voto degli uomini fu finalmente approvata nel 1928.

Sulle orme delle Suffragette

suffragettespilgrimNel 1913 la National Union of Women Suffrage Societies (NUWSS) aveva raggiunto 100.000 membri. Katherine Harley, figura rilevante nel movimento per il voto alle donne, suggeri l’idea di un  “Women Suffrage Pilgrimage”, un pellegrinaggio, che mostrasse al Parlamento quante donne volevano il voto. L’idea del pellegrinaggio si allontanava dalla forza dirompente e, a volte, violenta, delle suffragette più militanti, e al tempo stesso, rifuggiva l’idea di uno spettacolo orchestrato. I pellegrinaggi permettono alle persone di inserirsi in maniera corporea in una storia. Il percorso, come suggerisce Rebecca Solnit nel suo saggio Wanderlust, è l’interpretazione preliminare dell’attraversamento di un paesaggio; attuando un pellegrinaggio, si accetta un’interpretazione, per ribadire qualcosa di profondo, ed essere accomunati dagli stessi pensieri. Il pellegrinaggio delle suffragette, come altre azioni simili a venire, segna dunque lo spostamento dalla richiesta di un intervento divino a quella di un cambiamento politico. La maggior parte delle militanti viaggiò a piedi, anche se alcune fecero ricorso a cavalli e biciclette, mentre altre simpatizzanti, più agiate, misero a disposizione automobili e carrozze per il trasporto di bagagli. L’intenzione non era quella che ogni partecipante coprisse l’intero percorso, ma che la federazione lo facesse collettivamente. Si stima che circa 50.000 donne, provenienti da tutti gli angoli della Gran Bretagna, raggiunsero Londra, per radunarsi ad Hyde Park, il 26 luglio 1913. In questi giorni, per celebrare le azioni di quelle donne di 100 anni fa e la loro lotta per il suffragio femminile, si è svolta un’iniziativa di successo. Walk for Women ha invitato le/i partecipanti a camminare e onorare il movimento delle suffragette e, tra i vari “pellegrinaggi”, si è percorso un itinerario, suddiviso in sezioni, da Brighton a Londra, con tappa finale a Hyde Park, il 27 luglio. Abbiamo partecipato all’ultimo tratto, quello da Clapham Common a Hyde Park. 58146_10201107795191323_489217780_n

L’atmosfera era allegra e partecipativa, con canti, striscioni e i colori delle suffragette (bianco, viola e verde). Lungo il percorso, sono stati distribuiti dei volantini per spiegare l’iniziativa ai passanti. La ricezione e le reazioni da parte degli uomini incontrati sulla via sono state miste. Curiosità, ilarità,  supporto, imbarazzo e, in alcuni, aperto fastidio e sarcasmo. Gli autisti degli autobus ci suonavano il clacson, con i passeggeri che si sporgevano a guardare. Anche le donne, che correvano nel parco o andavano a fare shopping, sono rimaste incuriosite. Alcune, ci hanno seguito per un breve tratto, altre ci hanno sorriso dalla soglia di boutiques d’alta moda. Dopo una breve sosta, allietata dai canti del SHE Choir London, abbiamo terminato il percorso con una piccola e toccante cerimonia intorno al Reformers Tree di Hyde Park.
Questo mosaico, inaugurato nel 2000, commemora un albero bruciato nel 1866, durante i disordini per la richiesta del suffragio (maschile). Il ceppo diventò, da allora, un punto focale per le riunioni e comunicazioni politiche, fino alla nascita di Speakers ‘Corner, nel 1872. Proprio a Speakers ‘Corner, e a conclusione del pellegrinaggio commemorativo, ci sono stati interventi a cura di Laura Bates, fondatrice del progetto Everyday Sexism (una collezione di oltre 10.000 esperienze quotidiane di disuguaglianza di genere subite dalle donne) e Caroline CriadoPerez, giornalista freelance e femminista, la quale, dopo aver finalmente vinto la lotta per avere donne importanti rappresentate sulle banconote della Bank of England, ha ricevuto abusi e minacce di stupro sul suo profilo twitter.