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Visita a Bletchley Park

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Bletchley Park è una tenuta in Buckinghamshire, vicino a Milton Keynes. Durante la seconda guerra mondiale, il sito fu il principale centro di crittoanalisi del Regno Unito, e sede della Government Code and Cypher School.
I codici e cifrari di molti paesi erano decrittati qui, come ad esempio i messaggi dei macchinari tedeschi Enigma, Geheimschreiber e Lorenz SZ40/42. La decrittazione dei messaggi cifrati con Enigma fornì per quasi tutta la seconda guerra mondiale importantissime informazioni sicuramente abbreviando la guerra da diversi anni. I servizi segreti polacchi erano riusciti a decifrare Enigma ed avevano trasferito il metodo agli inglesi. La bella casa vittoriana, sede del personale di intelligence durante la Guerra, fu scenario di un’intensa attività di intercettazione e decifrazione delle comunicazioni radio tedesche ed ospitò brillanti ingegni matematici come Alan Turing, Gordon Welchman, e Dylwyn Knox. Le ricerche portarono ad importanti progressi tecnologici e alla nascita dell’informatica moderna
Bletchley Park è ora un museo, aperto al pubblico tutti i giorni, raggiungibile con comodo treno dalla stazione londinese di Euston.
Molti edifici del periodo bellico, come ad esempio la mansion, il cottage, le scuderie, il blocco H, il blocco B ed alcuni capannoni, sono ancora in esistenza. All’interno, tutto è conservato com’era. Si ha quasi la sensazione che il personale sia ancora nei paraggi, ed abbia solo momentaneamente lasciato la scrivania, percio’ si circola tra materiali originali: cappotti, cardigans, posaceneri, accendini, borsette e accessori per il trucco (gran parte degli impiegati a BP erano donne), riviste, giornali, matite, materiale da cancelleria originale.
I visitatori possono ammirare un’interessante collezione di macchine di cifratura, come Enigma, Lorenz SZ40 / 42, Siemens T52 Geheimschreiber e laAbwehr G312‘. Inoltre, Bletchley Park è la casa del Bombe, la macchina che fu utilizzata per decriptare i codici di Enigma. Ci sono altre due machine, Heath Robinson 1 e Colossus 1, che servirono a decodificare il Lorenz SZ-40/42, il più segreto dispositivo di cifratura del Comando tedesco (OKW). Questi macchinari fanno parte del Museo Nazionale di Informatica (TNMOC), e sono pienamente operativi.
Oltre alle attività connesse alla decrittazione dei codici segreti, BP è sede di alcuni musei più piccoli, incluso un minicinema di guerra, un ufficio postale, un museo dulle comunicazioni radiofoniche, una raccolta di giocattoli degli anni ’30, una mostra sull’uso dei piccioni viaggiatori nella seconda Guerra mondiale ed alcune automobili originali.
Se è una bella giornata, oltre a dare un’occhiata alla casa e alle strutture adiacenti, è piacevole passeggiare lungo il lago, ammirando fiori e fauna, trasportati indietro nel tempo da un paesaggio sonoro di installazioni audio disposte ad hoc lungo il percorso.

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Il centenario della Prima Guerra Mondiale a Londra

towerLa Prima Guerra Mondiale iniziò per la Gran Bretagna nell’agosto del 1914 e si concluse quattro anni dopo, con una società allo sbando, imperi e paesi distrutti, l’ordine politico sovvertito ed oltre nove milioni di morti. Cento anni dopo, Londra ricorda la guerra e le persone in essa coinvolte, cercando di conciliare opposte visioni: da un lato, l’eroismo e il valore di chi vi prese parte, dall’altro, i motivi e le ragioni politiche e nazionali per cui quella la guerra fu combattuta. Per chi si trova in città, mostre, conferenze ed eventi, aiutano a fare luce sull’impatto del Primo Conflitto Mondiale e sulla sua eredità.
Alla Tower of London, ‘Blood Swept Lands and Seas of Red’ è l’installazione artistica che sta prendendo forma nel fossato della Torre. Un fiume di papaveri in ceramica fuoriesce da una feritoia per riversarsi nello spazio sottostante. Ogni papavero simboleggia un soldato britannico caduto durante la Grande Guerra. L’installazione è stata realizzata dall’artista ceramista Paul Cummins, assistito dallo scenografo Tom Piper, ed e’ stata presentata ufficialmente il 5 agosto per celebrare i 100 anni dal primo giorno di partecipazione della Gran Bretagna alla guerra.
Il titolo dell’installazione viene da una poesia di un soldato sconosciuto e l’opera crescera’ ogni giorno, con l’obiettivo di raggiungere 888.246 papaveri, l’ultimo dei quali sara’ piantato l’11 novembre 2014.
I papaveri sono disponibili per l’acquisto al costo di 25 sterline e il 10% delle vendite sarà devoluto in beneficienza.
poppyRestando in tema di papaveri, fiore simbolo della Grande Guerra, alla Guildhall Library, Rebecca Louise Law, artista nota per le sue grandi installazioni interattive, ha creato Poppy, cielo floreale fatto di migliaia di papaveri di carta. La biblioteca ha in programma mostre ed eventi per ricordare la Guerra e al momento espone memorie, lettere, medaglie e altri effetti personali di individui che presero parte al conflitto.

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L’Imperial War Museum ha recentemente riaperto i battenti dopo aver subito una drammatica trasformazione grazie al progetto di Lord Norman Foster.
Il museo possiede una collezione sulla Grande Guerra tra le più ricche e complete del mondo, ed include armi, uniformi, diari, lettere, ricordi, fotografie, filmati e la ricostruzione di una trincea. Le sale sono state ristrutturate e danno la possibilità di avventurarsi in un percorso multimediale e immersivo, totalmente gratuito. Al piano superiore, una doppia mostra temporanea di dipinti e illustrazioni, racconta la Verità e la Memoria di una Guerra troppo grande.
Verità e memoria che si intrecciano e si sovrappongono, mentre il conflitto viene rappresentato dai soldati stessi. Le opere seguono dettami modernisti, portando in sé il valore dell’autenticità. CRW Nevinson, medico oltre che artista, attinse al linguaggio fratturato del futurismo per mostrare la volontà umana asservita alla macchina. Paul Nash, al fronte come artista di guerra ufficiale, si ispirò ai paesaggi surrealisti per raccontare scene contorte di filo spinato, cariche di nubi scure.
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The Cartoon Museum, piccola galleria londinese che combina arte ad umorismo, ha invece allestito una mostra di vignette, caricature ed illustrazioni per descrivere e riflettere sulla Grande Guerra 1914-1918, e gli effetti a lungo termine. Le opere spaziano dalla propaganda patriottica alle immagini che avevano messo in discussione il conflitto e la situazione sul fronte occidentale. Alla mostra si accompagna un interessante programma di conferenze ed incontri.
Per finire, alla British Library, una raccolta manifesti, poesie, libri e opuscoli di cento anni fa, esamina come la gente comune avesse saputo fare fronte alle ristrettezze e alla disperazione durante la Guerra.
Tra i tentativi di sollevare il morale, le descrizioni delle incursioni degli Zeppelin nei cieli di Londra e l’umorismo nero delle trincee, in mostra c’è anche un’installazione audiovisiva, con i risultati della Biblioteca di Europeana 1914-1918, importante progetto europeo, che ha digitalizzato oltre 400.000 articoli della Grande Guerra

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Panchine letterarie a Londra

Agatha Christie: Hercule Poirot and the Greenshore Folly

Agatha Christie: Hercule Poirot and the Greenshore Folly


Il National Literacy Trust, in collaborazione con Wild in Art, quest’estate riempie di opere speciali le strade della City e di altre zone di Londra. Una cinquantina di panchine a forma di libro aperto, decorate da illustratori professionisti e artisti locali, sono state disposte in vari punti cittadini. I classici della letteratura vanno da Jane Austen a Charles Dickens, da Shakespeare ad Orwell, fino ad includere opere più recenti, come i romanzi di Monica Ali o Nick Hornby. Sono stati elaborati quattro percorsi diversi, a Bloomsbury, Greenwich, nella City e lungo il Tamigi, così, girovagando tra giardini, viali e piazze, si potranno incontrare tanti eroi letterari come Sherlock Holmes, James Bond, Mary Poppins e Hercules Poirot.
‘Books About Town’ è un’occasione unica per esplorare le connessioni letterarie della capitale, per apprezzare le opere di alcuni dei migliori artisti del Paese e per celebrare la lettura come mezzo di intrattenimento.  Alla fine dell’estate, il 7 ottobre, tutte le panchine saranno messe all’asta in un evento esclusivo, al Southbank Centre, per raccogliere fondi a favore del National Literacy Trust, così da aumentare i livelli di alfabetizzazione nel Regno Unito.

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Museum of Water

museumofwaterIn queste giornate di caldo uggioso, una mostra gratuita invita i visitatori a prendere in considerazione il modo in cui si gestisce l’acqua. Museum of Water nasce da un’idea dell’artista Amy Sharrock ed è un progetto partecipativo, che raccoglie acqua donata dal pubblico in oltre due anni, e in diverse parti del mondo.
L’idea è quella di decidere quale sia l’acqua più preziosa o significativa, imbottigliarla e accompagnare il recipiente con una storia. Attualmente il museo consta di 300 bottiglie, che racchiudono acqua di vari tipi, dalla neve sciolta di un pupazzo di neve, alla condensa di una finestra, dall’acqua piovana, a quella di un fiume sacro.
Gli spazi sotterranei di Somerset House ospitano questa mostra speciale, che si snoda attraverso un percorso immersivo e affascinante. Nell’oscurità segreta si incontrano tinozze, bacili, caraffe, bottiglie, recipienti, che raccolgono acqua, suoni, racconti. L’acqua è simbolo di rituali e magie, si mescola al cibo, ai colori, ai composti chimici, scorre nei tubi, esulta nelle fontane, bagna le membra delicate dei neonati, lambisce le labbra arse dei moribondi.
Questo inedito Museo dell’Acqua aiuta a riflettere su un liquido tanto prezioso e, spesso, male utilizzato. L’acqua pulita è un bene di sempre più difficile accesso, ed è importante ripensare un nuovo rapporto con essa, dato che i cambiamenti climatici la rendono uno dei temi chiave dei prossimi decenni.
Amy Sharrocks invita i visitatori ad esplorare la collezione ed arricchirla con le proprie esperienze.Somerset House, in collaborazione con il Cultural Institute del King’s College, ha organizzato una serie di eventi e conferenze sul tema dell’acqua, tra cui un Midsummer Water Day, il 21 giugno, e un Water Bar giornaliero, che servirà solo freschissima acqua di rubinetto!

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A Londra, una mostra sul paesaggio romantico

FohrTra la fine del XVIII e la prima metà del XIX secolo, cambiano sostanzialmente le modalità di rappresentazione del paesaggio. Se prima ci si affidava alla memoria per ricostruire delle quinte sceniche idilliache o delle vedute di fantasia, adesso, la prima generazione di pittori romantici, inizia ad affidarsi ad un’attenta osservazione della natura, dipingendo all’aperto. E’ uno slittamento lento, graduale, parallelo ad una nuova estetica del paesaggio, che promuove la rappresentazione di una natura intrisa di immaginario poetico. Un paesaggio romantico, che alterna la quiete del pittoresco alle turbolenze del sublime, e che viene riassunto mirabilmente in una piccola, ma esauriente mostra, allestita alla Courtauld Gallery.
A Dialogue with Nature, in programma fino al 27 aprile, nasce in collaborazione con la Morgan Library & Museum di New York e passa in rassegna 26 lavori di artisti inglesi e tedeschi, attivi tra il 1760 e il 1840.
L’esposizione ci rivela come, in Germania e Gran Bretagna, il dialogo con la natura si sia sviluppato in direzioni convergenti, seppur caratterialmente dissimili: una forte attenzione per i dettagli nei pittori tedeschi, una propensione al pittorico negli inglesi.
Verso la fine del Settecento coesistono ancora due scuole di pensiero: Thomas Gainsborough e Alexander Cozens prediligono la composizione dettata dalla memoria e realizzata in atelier; John Robert Cozens e Jacob Philipp Hackert sono, invece, tra i pionieri del lavoro en plein air. Questi sono anche gli anni del “Grand Tour”, il viaggio d’istruzione in Europa, e John Robert Cozens si reca in Italia, grazie al mecenatismo del collezionista Richard Payne, per il quale realizza vedute romantiche, come il tempio di Cecilia Metella (1778) o le rovine di Salerno (1782).
A volte, come nel caso di Paul Sandby, è la formazione di topografo militare a spingere verso una visione realistica del paesaggio. In Old Windsor Green (1762), si ammirano il meticoloso disegno a matita, che traspare attraverso mani leggere di acquerello, e larghe pennellate di grigio, che delineano le ombre.
L’osservazione della natura si spinge oltre, alle caratteristiche transienti di luce e atmosfera, come nelle nuvole. Tra il 1810 e il 1822 John Constable produce numerosi schizzi in olio e grafite, che tradiscono non solo immediatezza, ma anche uno studio del fenomeno, con meticolose annotazioni a penna. Sullo stesso piano, si attestano i 150 studi, realizzati con gesso bianco su carta blu, dal tedesco Johann Georg Von Dillis.
Quest’ultimo, davvero un pioniere della pittura ad olio en plein air, produce un piccolo, bellissimo quadro,  che esplora le linee di un faggio, nei giardini all’inglese di Monaco (1811).
Nella decade successiva, l’evocazione di una risposta emotiva da parte dello spettatore, si accentua nella rappresentazione antropomorfica degli alberi, come in Samuel Palmer o Karl Friedrich Lessing; oppure nei paesaggi notturni di Caspar David Friedrich.
Nel dipingere il lago di Lucerna, nel 1841, William Turner dà prova di essere ormai più interessato a catturare i mutevoli effetti di luce e i fenomeni atmosferici, che soffermarsi sui dettagli.
Alla fine del primo trentennio dell’Ottocento, gli schizzi del noto musicista Felix Mendelssohn Bartholdy , che, nel tempo libero, si diletta con profitto nel disegno, dimostrano come la rappresentazione del paesaggio, secondo i dettami dell’immaginario romantico, sia ormai codificata e assorbita.
Sarà il punto di partenza per nuove avventure, dalle istanze realistiche della scuola di Barbizon alle percezioni cromatiche degli Impressionisti.

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Crossrail: nuovi ritrovamenti

IMG_3519Abbiamo già parlato del progetto Crossrail, una linea ferroviaria sotterranea ad alta velocità e capacità, che collegherà Londra al nord, est e ovest della regione, connettendosi a stazioni della metropolitana già esistenti e inaugurandone di nuove. La costruzione di Crossrail combacia con uno dei più vasti programmi archeologici, che prevede indagini approfondite su ogni cantiere, prima della costruzione delle stazioni centrali. Le ricerche vengono condotte per comprendere l’impatto del progetto sulle strutture pre-esistenti ed è un’opportunità eccezionale per scoprire cosa si cela sotto le strade della città.
Fin qui, gli archeologi del Museum of London hanno riportato alla luce reperti di ogni genere: dalle ossa di animali preistorici, ai manufatti della Londinium romana, dalle sepolture della Peste Nera alle suppellettili di epoca elisabettiana, fino alle infrastrutture industriali vittoriane.
Dopo l’esposizione del 2012, una selezione di recenti ritrovamenti è attualmente in mostra presso il Centro Informazioni Crossrail a Tottenham Court Road. Fino al 15 marzo, sarà possibile ammirare più di 50 reperti, tra cui dei teschi di epoca romana, un’urna cineraria (che, al momento della scoperta, conteneva ancora dei resti), monete di epoca imperiale, selci del mesolitico, ceramiche Tudor, una scarpa rinascimentale, una lapide seicentesca, proveniente dal Bethlem Royal Hospital (Bedlam), un vasetto di unguento al mercurio per le malattie veneree, e una robusta catena proveniente dal cantiere navale di Thames Ironworks a Canning Town.
La mostra prevede anche un ciclo di conferenze gratuite, limitate a 50 posti, tenute da archeologi che hanno lavorato al progetto Crossrail.

Portals to the Past
Crossrail Visitor Information Centre
16-18 St Giles High Street,  WC2H 8LN
Orari: martedì e giovedì 11:00-19:00; mercoledì 11:00-17:30; sabato 10:00-17:00.
Ingresso: gratuito

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Jane Austen ai tempi dell’iPad

regencyloveTediata e fiaccata da una noiosa influenza, ho deciso di scaricare un’app iOS sul mio iPad e la scelta è caduta su Regency Love. Sviluppato dal team australiano Tea for Three Studios, questo gioco di ruolo interattivo si basa essenzialmente sul dialogo. Essendo appassionata del periodo Regency, e avendo letto le pagine di Jane Austen, ho pensato di provare in virtuale a trasformarmi in una signorina del XIX secolo ed entrare in un mondo molto formale e codificato. Mi sono creata un avatar e ho iniziato la mia avventura, ahimè, con scarsissime (se non pessime) doti di ricamo, musica, ballo, equitazione, disegno e lettura. L’obiettivo del gioco è quello di affinare le mie doti, sviluppare il carattere e, man mano, partecipare ad occasioni sociali in cui incontrare l’equivalente di un signor Darcy, conversando amabilmente con altre signore, e schivando con eleganza i ficcanaso e i perditempo. Per progredire e accumulare punti (o motivazioni) con cui diventare rinomate nel disegno o provette nella quadriglia, si risponde a domande di storia sociale sull’Inghilterra georgiana oppure si completano passaggi di citazioni dai romanzi della Austen, a cui sono state sottratte una o due parole chiave.
C’è una mappa di tutti i luoghi in cui si può scegliere di andare – casa, Dunnistone Manor, Bosco, città, parco, Lampton Hall, Castoridge Court e Thornleigh. Alcuni luoghi sono bloccati e aprono via via le loro porte grazie ad un certo punteggio nella danza o nel ricamo, non impossibili da raggiungere. Quando si incontra un personaggio, durante la conversazione c’è la possibilità di interagire scegliendo tra varie frasi o atteggiamenti da sostenere. Ciò che si sceglie di dire o non dire agli altri, avrà un impatto sulla storia. Ho trovato molto strano formarmi delle opinioni, ma doverle celare nella cortesia. Spesso, ho avvertito tensione tra quello che avrei veramente voluto dire e cosa invece ho ritenuto fosse più auspicabile per l’epoca ed il mio personaggio. Sono riuscita a non comparire volgare o irritabile, ma amabile, sensibile e di spirito. Basta una risposta un po’ più moderna o distratta data al corteggiatore o all’interlocutore di turno, per risultare troppo frivole o audaci e rasentare lo scandalo. In generale, mi sono divertita a diventare un’esperta di pittura, mentre affinavo le mie conoscenze letterarie e imparavo a galoppare tra boschi e vallate. Ho anche camminato largamente tra parchi e giardini, fatto compere in città, frequentato cene e balli, ricevuto amici e corteggiatori per il tè. Al primo tentativo, dopo alterne vicende, e commettendo un solo passo falso (accettare un giro a cavallo senza chaperon), ho conquistato il cuore del signor Ashcroft, non senza aver ignorato altri gentiluomini e sostenuto l’attacco di gelosia del signor Curtis, che ho messo debitamente alla porta. Al secondo round, invece, ho decisamente evitato il signor Ashcroft e conquistato il difficilissimo e crepuscolare signor Curtis, ignorando la sua iniziale scontrosità, e anche qui commettendo un solo passo falso, che però è servito a finire i miei giorni nello Yorkshire, leggendo libri e filosofeggiando con il mio sposo. Per ogni storia a lieto fine, il gioco si conclude con un epilogo e un riassunto delle scene salienti, che, volendo, si può salvare.  Peccato che l’app sia solo destinata ad un pubblico femminile, sarebbe stato interessante intrattenersi nel ruolo di un gentiluomo, tanto per cambiare, e magari, oltre all’amore, cercare di far carriera. Avrei anche inserito più domande di storia sociale, evitando le ripetizioni. Ho però scoperto quali gusti eccentrici di gelato andassero per la maggiore oppure il costo esatto di uno scampolo di mussolina. L’ambientazione del gioco è complessa, minuziosa e molto coinvolgente, e include lettere chiuse con ceralacca e linguaggio d’epoca. Nel complesso, ho trovato l’esperienza  divertente e riflessiva. Regency Love si avvale di piacevoli illustrazioni e di una valida colonna sonora, ed è disponibile su iTunes per £2.99.

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Una visita al Grant Museum of Zoology di Londra

IMG_3300Il Grant Museum of Zoology, fondato nel 1828, fa parte dell’University College di Londra ed è l’unico museo zoologico universitario rimasto in città.  Si tratta di un piccolo, affascinante museo, che ospita circa 67.000 esemplari zoologici. Molti campioni sono rari o molto rari. Inoltre, ci si possono trovare esemplari ormai estinti. Il museo deriva il suo nome da Robert E. Grant (1793-1874), influente professore di Anatomia Comparata e fondatore della collezione. Questo primo nucleo andò poi ad includere esemplari posseduti e utilizzati da Thomas Huxley, biologo e filosofo inglese, convinto sostenitore delle teorie darwiniane sull’evoluzione. Date le piccole dimensioni del museo,  i campioni sono stipati ovunque, nelle belle vetrine vittoriane e anche in altre parti. La disposizione è fantasiosa, pratica e suggestiva, perche ci rimanda ad un’idea ormai obsoleta di spazio espositivo, specialmente in un momento storico in cui a prevalere è la visione  minimalista del “less is better”. Eppure, non c’è niente di più attraente di una collezione Vittoriana con tutta la sua congerie di animali impagliati, scheletri e barattoli, nonché di esemplari piuttosto curiosi, come un vaso pieno di talpe! Molte delle specie esposte, sono ormai in via di estinzione o estinte, come la Tigre della Tasmania, il Quagga, e il Dodo. IMG_3305
Parte della collezione permanente, è il Micrarium, un luogo per campioni microscopici, creato nel 2013, trasformando un vecchio magazzino in uno spazio retro-illuminato, che alloggia esteticamente i vetrini degli esemplari più piccoli della collezione. Vicino alla porta d’ingresso del museo, fa invece bella mostra di sé un’interessante collezione di modelli anatomici in vetro, ritraenti specie che erano difficili da conservare, come meduse , anemoni di mare , gasteropodi  e cefalopodi.

IMG_3306Tutti gli esemplari di questa collezione furono realizzati nel XIX secolo dai Blaschka, una famiglia di gioiellieri cechi. Leopold Blaschka e suo figlio Rodolfo realizzarono modelli anatomicamente accurati usando tecniche che non si è più riusciti a replicare e impiegando vetro colorato o vernici colorate fatte di polvere di vetro e minerali.
Anche se il museo è antico, il percorso coinvolge i visitatori secondo le tecniche più moderne, coinvolgendoli in importanti dibattiti sulla scienza e il suo ruolo nella società, e su come i musei andrebbero gestiti.

Il Grant Museum, assieme al Centre for Digital Humanities e al Centre for for Advanced Spacial Analysis della UCL, ha messo a punto “QRator”, un applicazione per gli iPad collegati agli schermi nel museo e anche per gli smart phone dei visitatori, scaricabile all’indirizzo: http://www.qrator.org
Il Grant Museum è aperto dal lunedi al sabato, dalle 13:00 alle 17:00 e l’ingresso è gratuito (ma si suggerisce di lasciare una piccola donazione).

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Always in Season

brightonA volte, acquistare una vecchia casa da ristrutturare, può rivelarsi un affare.
A Edinburgo, un nuovo proprietario si era messo di buona lena a smantellare il vetusto pavimento di linoleum, quando ha scoperto che la carta di rivestimento era costituita da manifesti pubblicitari originali, degli anni Trenta e Quaranta, delle British Railways, tra cui un poster raro con l’immagine di Brighton.
Patrick Bogue, direttore della casa d’aste Onslow, nel Dorset , ritiene assai probabile che il vecchio proprietario della casa abbia lavorato per le ferrovie e che, dunque, avesse facile accesso ai manifesti (una buona fonte di carta di qualità in un periodo di austerity). L’immagine di Brighton sarà in vendita assieme a manifesti stile Art Deco che promuovono svaghi balneari o fughe nella campagna inglese, destinazioni popolari che servivano ad incentivare il turismo sia durante che dopo la guerra. Alcuni dei poster rinvenuti, erano troppo danneggiati per essere recuperati, ma oltre una ventina sono stati restaurati, formando una collezione che si prevede possa battere almeno £ 20.000 all’asta di oggi.

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Uno scudo pontificio nel nord dell’Inghilterra

article-2514590-19AC40F200000578-831_634x522Lindisfarne, è un isolotto al largo delle coste del Northumberland. Un’isola santa, che viene isolata dalle maree, come il Mont St Michel in Bretagna o il St Michael’s mount in Cornovaglia.  Lindisfarne divenne la base per l’evangelizzazione dell’Inghilterra del nord e fu proprio nell’abbazia di St Aidan che fu miniato il prezioso Evangeliario di Lindisfarne, che oggi è preservato alla British Library. L’isola è un’oasi naturalistica ed è abitata da una comunità che vive di pesca e turismo. In questi giorni, è salita alla ribalta per un importante ritrovamento archeologico. Otto anni fa, Richard Mason, un manovale intento a ristrutturare una casa sull’isola, aveva ritrovato una vecchia brocca, sporca e sbeccata. L’aveva presa e depositata nel seminterrato della casa paterna, dimenticandosene. Finalmente, dopo tanto tempo, era tornato in cantina e aveva deciso di restaurare il vecchio recipiente. Sorpresa! La brocca, una volta capovolta, aveva lasciato cadere dieci monete d’oro e sette d’argento, tutte databili al XV e XVI secolo, tra cui un rarissimo scudo di Papa Clemente VII, il pontefice che si oppose al divorzio di Enrico VIII con Caterina d’Aragona, nel 1520. La brocca è di manifattura tedesca, databile al XV secolo. Tra le monete è stato riconosciuto anche un tallero d’argento, moneta che circolava in Germania nel Cinquecento. Lo scudo italiano fu coniato nello stesso periodo ad Ancona ed è unico nel suo genere (si è a conoscenza solo di un altro esemplare, venduto anni fa). Adesso, il Great North Museum di Hancock spera di raccogliere i fondi necessari ad acquisire il tesoro, una volta che tutti i pezzi saranno stati valutati. Il ricavato della vendita sarà condiviso tra il signor Mason e il proprietario della casa e del terreno in cui è stata trovata la brocca.